L’esperienza traumatica che può affliggere chi scrive e anche grandi autori o grandi pittori ha origine, secondo Freud e Lacan, nella cosiddetta“fase anale”. Si ha timore del giudizio che gli altri possono esprimere e dunque si trattiene il prodotto della propria creatività, restando imprigionati e coltivando un’immagine ideale di sé
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Rancore
Seconda parte del saggio sul risentimento
Non crediamo più nel miracolo della pittura
Scultura, video, performance, invenzioni multimediali... Nel nostro tempo sembra non esserci spazio per i quadri. Eppure i grandi artisti hanno sempre cercato un rapporto con l’assoluto, l’irraffigurabile, l’impossibile Qualcuno, come fece Morandi, raccoglierà la sfida? Avrà il coraggio di dipingere per dare voce al silenzio?
Il coraggio del figliol prodigo di sfidare il padre
Il protagonista della parabola raccontata dall’evangelista Luca fugge dalla famiglia e finisce in povertà
Perché sognare ci è indispensabile
Con il sonno «attivo» armonizziamo il cervello
L’arte erotica (e inaspettata) della fedeltà
Il nostro tempo è cinico e pragmatico, crede alla libertà senza inibizioni, giudica l’aspirazione delle coppie al “per sempre” una farsa o una catena repressiva Ma i legami non sempre sacrificano il desiderio: l’autentica forza dell’amore è trasformare la ripetizione in un’esperienza davvero unica e irripetibile
Chi sono i nuovi padri
Ogni statistica mostra evidenti legami tra l’assenza di padre e l’emarginazione sociale.
Massimo Recalcati nel Nome del Padre
Rivitalizzata dall’esperienza sul campo, questa riflessione sul metodo clinico lacaniano è un approdo e insieme un avvio per la analisi dei nuovi sintomi
I dubbi di Amleto l’uomo che sa ma non sa agire
La vicenda segna il passaggio dalla tragedia antica che pone il soggetto a confronto con il proprio destino, al dramma della modernità che oppone conoscenza e decisione
Telemaco fratello di Edipo senza complesso Cerca il padre e, in viaggio, rischia la sua vita
Per oltrepassare davvero il genitore, un figlio deve riconoscere la sua alterità. Diversamente ci si condanna a una lotta vana, che non si risolverà mai