Sosteneva Goethe: «Vediamo solo ciò di cui andiamo in cerca. E andiamo in cerca solo di quello che conosciamo».Vero: la parzialità del nostro sguardo sul mondo è dovuta a limiti percettivi e neurologici, ma anche cognitivi e culturali. Cioè: siamo parzialmente ciechi, però tendiamo a negare questa cecità. E l’intelligenza artificiale potrebbe fare ulteriori danni
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Vuoto da separazione
Sindrome del nido vuoto: come superare la partenza dei figli
Raro ma probabile. Perché ci piacciono le lotterie e abbiamo paura dei vaccini
L'industria dell'azzardo sembra aver studiato a fondo i meccanismi cognitivi, sfruttandoli per generare lauti profitti, mentre la comunicazione istituzionale sembra fare grande fatica a capirli
Pianificazione è l’arte di capire quali errori conservare
Per capire come una pianificazione può fallire, dovremmo esplorare le vulnerabilità di tre elementi: database di lavoro, operazioni mentali e strutture di conoscenze apprese
Il totem della sofferenza
Il linguaggio del sintomo
Dovremmo essere meno d’accordo con noi stessi
Diversi studi sull’intelligenza collettiva dicono che le decisioni migliori derivano dalla considerazione di opinioni eterogenee. Le decisioni prese da un gruppo molto numeroso di persone possano essere, a determinate condizioni, migliori di quelle prese da pochi individui esperti.
L’inerzia non è prudenza, è ciò che ci fa perdere la sfida con il futuro
Il passato è solo uno dei criteri da tenere in considerazione. Sarebbe utile svincolarsi da logiche vecchie e stantie che si sono rivelate fallimentari per troppo tempo
La forza delle aspettative
Essere convinti che qualcosa andrà male porterà al suo fallimento, un eccesso di positività può causare frustrazione: meglio non coltivare idee irrealistiche e coltivare una sana e grata speranza.
Quell’impulso perenne che ci riporta a Adamo ed Eva
Da Adamo – ed Eva – in poi siamo tutti esseri irrimediabilmente desideranti, spinti a cercare e diventare quello che ancora non siamo, quello che non abbiamo più.
Le radici della fallibilità umana. Un’indagine liberatoria e costruttiva
Perché commettiamo errori? Da cosa dipendono? Accettarli come tali è la prima regola per limitarne le conseguenze