Intervista a René De Ceccatty - Tutti e tre pensavano di essere poeti. E uno solo lo era davvero, PPP, il cui desiderio era capire l'Italia
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La giustizia che fa i conti con la storia
Secondo il giurista Justin Collings, nel diritto costituzionale ci sono due modi di trattare le colpe del passato: metterle tra parentesi per ricreare una continuità positiva; oppure cercare di redimerle eliminandone le cause. Si possono combinare queste strategie, ma è dannoso rimuovere il problema
Ora che ci penso, i miei romanzi sono storie di lockdown
«Branchie» era ambientato in parte nelle fogne di New Delhi, la scena madre di «Che la festa cominci» si svolge nelle catacombe di Villa Ada, in «Io non ho paura» (che compie vent’anni) c’è una prigione, in «Io e te» una cantina, in «Anna» (di cui in primavera uscirà la serie tv) una claustrofobica pandemia. Ne parliamo con l’autore, Niccolò Ammaniti
Il Piano è un programma politico, non una questione tecnica
Il programma sta nel “come” queste cose si fanno. Il metodo del “dialogo sociale”
La “politica” sui vaccini della UE.
Come sta andando la “politica” contrattuale sui vaccini della UE? Quali sono stati i limiti della gestione? Come giudicare il comportamento di “Big Pharma”? Come risolvere la questione dei brevetti? Ne parliamo con Nicoletta Dentico
Annie Ernaux: “La pandemia porterà a una resa dei conti nella nostra società”
Annie Ernaux, una delle voci più autorevoli del panorama letterario internazionale, pone una riflessione profonda sulla vita di coppia: “L’amore di coppia brandito come un’arma per negare le disuguaglianze tra uomo e donna.”
Le tragedie non si cancellano Ma un sorriso può aiutarci
Si possono raccontare le storie degli ebrei costretti a esibirsi peri nazisti nei lager; si può fare una battuta al funerale del proprio padre per alleggerire la tensione; si può prendere in giro l’ansia da distanziamento brandendo un metro. Lo hanno fatto — e ne discutono — Federico Baccomo, lo scrittore che narra quei terribili cabaret nei campi di concentramento, e Claudio Bisio, l’attore di Zelig e di 50 film (compreso «Mediterraneo» premiato con l’Oscar). Perché la comicità è anche un modo per le vittime di elaborare il dolore, perché quando il mondo è nel caos un sorriso serve a prendere le distanze, perché chi ha sofferto può denunciare così l’assurdità vissuta. «Esorcizzare vuole dire andare avanti»
Battute, barzellette… Oggi non è facile
È papà di Zelig e Smemoranda, inventore con Michele Mozzati del clamoroso successo di «Anche le formiche...» uscito giusto trent’anni fa. Dice Gino Vignali: «Viviamo in attesa»
Gramsci profeta del populismo
Intervista a Luciano Canfora - "Capì il fascismo meglio dei contemporanei Descrisse forze che sono vive ancora adesso"
Basta con Hollywood serve un altro Sogno
In «The Arrest» Jonathan Lethem immagina uno scenario post-apocalittico, provocato dal collasso dei sistemi tecnologici, nel quale però il legame sociale resta ancora possibile.